23 aprile 2026

Recensione: Il patto di Suzanne Wright


 

TITOLO: Il Patto

AUTRICE: Suzanne Wright

AUTOCONCLUSIVO:  

GENERE: Romance

EDITORE: Hope Edizioni

DATA PUBBLICAZIONE: 25 Marzo 2026

DISPONIBILE SU: Amazon

FORMATI DISPONIBILI: Ebook e cartaceo

PREZZO: Ebook (Kindle) € 2,99 - Cartaceo € 15,99

SINOSSI:

Un patto tra due ragazzi, quasi uno scherzo. Credo sia abbastanza comune.
Quello che non lo è per niente è che una delle due parti si presenti anni dopo, proponendo che venga onorato. Devo essere più chiara?
Un matrimonio di ripiego, un matrimonio senza amore. Una semplice proposta d’affari.
Dovrei dire di no. Dovrei aspettare l’amore. Ma che garanzie mi ha dato l’amore, fino a questo momento?
Forse potremmo farlo funzionare, soprattutto visto che anche lui è stato ferito quanto me, in passato, e sostiene di aver chiuso con l’amore.
A proposito: lui è Daxton “Dax” Mercier, uomo d’affari di successo e mio primo… tutto.
Il nostro sarà un matrimonio basato sull’amicizia e la collaborazione. In fondo, l’amore non fa che complicare le cose, giusto?

ESTRATTO:

«Le ha dato una bussola come regalo d’amore. Anche se non so come una bussola possa esprimere amore.» «Non hai ascoltato? Le ha detto che lei è il suo nord, sud, est e ovest» spiegai. «Che lei è la sua casa. L’unico posto in cui lui vuole stare. Che tutto ciò che mai farà, lo riporterà sempre a lei.»

∞RECENSIONE∞

Cari, Readers …

oggi è il momento di parlarvi di un romanzo che aveva catturato fin da subito la nostra attenzione: Il patto di Suzanne Wright.

Il titolo racchiude perfettamente l’essenza della storia. Una trama che, all’apparenza, può sembrare scontata, ma che in realtà riesce — nonostante qualche limite — a mantenere viva la curiosità. Non tanto per scoprire come finirà (perché quello lo intuiamo fin dalle prime pagine), quanto per capire come si evolvono i personaggi e il loro percorso emotivo.

Non possiamo però ignorare alcuni aspetti meno riusciti: una certa ripetitività in alcune scene e un descrittivo molto dettagliato che, a tratti, rischia di rallentare il ritmo e far calare l’attenzione. A questo si aggiunge il POV unico di Addison. Se da un lato ci permette di entrare profondamente nei suoi pensieri, dall’altro ci è mancato uno sguardo diretto su Dax: un POV alternato avrebbe reso le emozioni ancora più nitide, coinvolgenti e complete.

Per tutta la lettura ci siamo ritrovate a cercare una risposta a un’unica domanda:

quando un legame nasce senza amore, può davvero trasformarsi in qualcosa di autentico… oppure resta solo un accordo ben costruito? La risposta potrebbe sembrare scontata, ma la voce di Addison riesce a renderla tutt’altro che immediata.

Ci siamo immerse in una storia che gioca con uno dei trope più amati, il marriage of convenience, ma lo fa con una sfumatura diversa: più concreta, più disillusa, proprio come lo sono i due protagonisti, Addison e Dax.

Due ragazzi che, in un’età fatta di leggerezza e disimpegno, quasi per gioco stringono un patto: sposarsi se entrambi fossero rimasti single al compimento dei trent’anni di lei.

Passa il tempo. Arrivano relazioni, delusioni, cuori spezzati. E quando quel momento arriva davvero, dimenticato da lei ma mai del tutto da lui, il patto prende forma.

E allora cosa si fa?

Si cambia vita. Si dà una possibilità a qualcosa che, sulla carta, sembra un accordo freddo, quasi matematico, privo di sentimento, di appartenenza, di quell’idea di casa e famiglia.

La penna della Wright, nonostante le criticità, ci ha colpite per la capacità di costruire una relazione senza forzature. Non ci sono dinamiche esasperate o passaggi poco credibili: troviamo due persone che scelgono consapevolmente di stare insieme e di costruire qualcosa di reale, fatto di fiducia, rispetto e desiderio… ma senza amore, almeno all’inizio. Il ritmo è lento ma costante. Capitolo dopo capitolo, seguiamo una quotidianità fatta di incontri, dialoghi, momenti inizialmente imbarazzati che diventano via via più familiari. Tutto contribuisce a delineare un’evoluzione emotiva chiara, anche se mai davvero esplosiva: una crescita che trova il suo compimento nel finale, senza grandi colpi di scena, ma con una consapevolezza silenziosa e autentica.

Addison è senza dubbio il personaggio che ci ha colpite di più. Lucida, indipendente, emotivamente matura, ma segnata da una paura profonda: quella di non essere mai la prima scelta. È proprio questa fragilità, così sottile ma costante, che la rende incredibilmente reale e vicina.

Dax, invece, resta più difficile da inquadrare. Complice l’assenza di un suo POV e il suo essere uomo di poche parole, si rivela poco alla volta. È il classico alpha man con sfumature morally grey: dominante, protettivo, più incline a dimostrare con i fatti che con le parole. Un personaggio che si scopre lentamente, e forse proprio per questo mantiene un certo fascino.

Il loro rapporto cresce in modo lineare, senza grandi fratture. La tensione non nasce tanto tra loro, quanto da ciò che li circonda: dinamiche familiari complesse, interferenze del passato, equilibri delicati. La Wright sceglie una costruzione graduale piuttosto che un’esplosione emotiva — una scelta interessante, anche se a tratti può dare la sensazione di una narrazione un po’ dilatata. Quello che ci ha convinte di più è proprio l’idea di amore che emerge: meno travolgente, meno caotico, ma più stabile. Un sentimento che nasce piano, quasi in sordina, e che si radica nella sicurezza più che nell’incertezza.

Lettura consigliata a chi ama le storie emotive ma senza drammi eccessivi, a chi cerca personaggi ben caratterizzati e relazioni che si costruiscono nel tempo, un passo alla volta.

Buona lettura!

VOTAZIONE: ♥♥♥♥ /5

 

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